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Progetto Legalità: incontro con l'associazione LIBERA

Pubblicato in data 13 apr 2026
Ultima Revisione in data 13 apr 2026

Oggi, 13 aprile la Scuola Media Leonardo Da Vinci di San Felice Circeo ha aperto le sue porte a un incontro che difficilmente i ragazzi dimenticheranno. Ospite della scuola, Maurizio Ciccone, membro del presidio di Libera del Sud Pontino - intitolato a don Cesare Boschin - coadiuvato dalla prof.ssa Di Fazio, docente della scuola e socia dello stesso presidio, che ha reso possibile questo incontro portando Libera direttamente tra i banchi.

Libera nasce nel 1995 su iniziativa di don Luigi Ciotti e oggi coordina oltre novecento associazioni, gruppi e realtà territoriali in tutta Italia. Il suo impegno si fonda su tre pilastri: la memoria delle vittime innocenti di mafia, la promozione della cultura della legalità e il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. Il presidio del Sud Pontino, intitolato a don Cesare Boschin - figura di riferimento per la comunità locale - porta avanti questa missione sul territorio, costruendo ponti tra cittadini, istituzioni e scuole.

Durante l'incontro, Maurizio Ciccone ha guidato gli studenti in un percorso di riflessione profonda: cos'è la mafia, come si infiltra nella vita quotidiana, perché è un problema che riguarda tutti e non solo le regioni tradizionalmente associate al fenomeno. Ha spiegato come la criminalità organizzata prosperi nel silenzio e nell'indifferenza, e come invece la scuola, la cultura e la partecipazione civica siano strumenti concreti di resistenza e cambiamento. Il momento più toccante è stato quando ad ogni ragazzo e ragazza è stato consegnato un cartellino con il nome di una vittima innocente di mafia. Non un compito astratto, ma un atto simbolico e potente: da oggi, quello studente è il custode di quella storia.

Nei prossimi giorni ciascuno svolgerà una ricerca su quella persona - chi era, cosa faceva, come è morta, cosa ha lasciato - per restituirle dignità e presenza, per fare in modo che quel nome non resti solo un nome. È questo il cuore del lavoro di Libera: la memoria non come esercizio del passato, ma come pratica del presente. Ricordare le vittime significa riconoscere che dietro ogni storia c'è una famiglia, una comunità ferita, e un monito che non possiamo permetterci di ignorare.

Un grazie sincero a Maurizio Ciccone e alla prof.ssa Di Fazio per aver portato queste parole nella nostra scuola.

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