Oggi, 13 aprile la Scuola Media Leonardo Da Vinci di San Felice Circeo ha aperto le sue porte a un incontro che difficilmente i ragazzi dimenticheranno. Ospite della scuola, Maurizio Ciccone, membro del presidio di Libera del Sud Pontino - intitolato a don Cesare Boschin - coadiuvato dalla prof.ssa Di Fazio, docente della scuola e socia dello stesso presidio, che ha reso possibile questo incontro portando Libera direttamente tra i banchi.
Libera nasce nel 1995 su iniziativa di don Luigi Ciotti e oggi coordina oltre novecento associazioni, gruppi e realtà territoriali in tutta Italia. Il suo impegno si fonda su tre pilastri: la memoria delle vittime innocenti di mafia, la promozione della cultura della legalità e il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. Il presidio del Sud Pontino, intitolato a don Cesare Boschin - figura di riferimento per la comunità locale - porta avanti questa missione sul territorio, costruendo ponti tra cittadini, istituzioni e scuole.
Durante l'incontro, Maurizio Ciccone ha guidato gli studenti in un percorso di riflessione profonda: cos'è la mafia, come si infiltra nella vita quotidiana, perché è un problema che riguarda tutti e non solo le regioni tradizionalmente associate al fenomeno. Ha spiegato come la criminalità organizzata prosperi nel silenzio e nell'indifferenza, e come invece la scuola, la cultura e la partecipazione civica siano strumenti concreti di resistenza e cambiamento. Il momento più toccante è stato quando ad ogni ragazzo e ragazza è stato consegnato un cartellino con il nome di una vittima innocente di mafia. Non un compito astratto, ma un atto simbolico e potente: da oggi, quello studente è il custode di quella storia.
Nei prossimi giorni ciascuno svolgerà una ricerca su quella persona - chi era, cosa faceva, come è morta, cosa ha lasciato - per restituirle dignità e presenza, per fare in modo che quel nome non resti solo un nome. È questo il cuore del lavoro di Libera: la memoria non come esercizio del passato, ma come pratica del presente. Ricordare le vittime significa riconoscere che dietro ogni storia c'è una famiglia, una comunità ferita, e un monito che non possiamo permetterci di ignorare.
Un grazie sincero a Maurizio Ciccone e alla prof.ssa Di Fazio per aver portato queste parole nella nostra scuola.

