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capitano

Quest’anno la campanella è suonata anche per me…
Sono trascorsi trentasette anni da quando il 20 settembre 1984 approdai in questa terra di Circe; un arco di tempo considerevole, uno spazio ricchissimo di esperienze costruite, consolidate, ma anche sofferte e conquistate con determinazione.

Nel tempo i fili della mia vita si sono intrecciati con i fili di tante altre vite; lavoro e scuola si sono trasformati in un viaggio alla ricerca di una dimensione didattica e umana per stare bene con se stessi per far star bene gli altri. Ripercorro con il pensiero i volti di tutti i miei alunni, oggi genitori di altri piccoli alunni, e di tanti, tanti docenti approdati come me in questa terra di Circe. Il mio pensiero va anche a tante vite troppo giovani che si sono spezzate all’improvviso, lasciando in noi solo il loro ricordo e il dolore. Questi sono i “fatti” della vita, e il nostro microcosmo scolastico li riproduce in tutte le loro sfaccettature; ma questi eventi dolorosi hanno messo in luce il lato più prezioso del nostro “essere una comunità”.

Ho creduto nella Scuola come un soggetto capace di dialogare alla pari con tutti e di porsi come risorsa per il territorio, anticipando di fatto quell'innovazione degli strumenti e della didattica che ha visto più tardi la luce a livello ministeriale e nazionale.

Sempre del territorio, nel corso degli anni, ho cercato di interpretare le istanze creando e promuovendo momenti di aggregazione con le associazioni che hanno avuto il piacere di collaborare con la scuola.
I nostri alunni hanno vissuto esperienze valoriali significative, caratterizzate da principi di solidarietà, equità, trasparenza, inclusione, legalità; valori insomma di democrazia, perché siamo stati sempre convinti che la scuola può produrre cambiamento solo se muove da bisogni autentici e indirizza verso valori altrettanto autentici.
Il mio pensiero va agli scambi culturali con le scuole europee, e alla reciproca accoglienza nel nostro paese; all'incontro dei nostri alunni con il ministro dell’istruzione Francesco Profumo presso l’istituto di Cultura Italiana a Bruxelles; all’esperienza della Nave della Legalità che ogni anno, il 23 maggio, giorno dell’attentato a Giovanni Falcone, conduce gli alunni di tutta Italia a Palermo per un lungo corteo nei luoghi dolorosi che hanno segnato la storia del nostro paese.
Ripenso alle giornate inaugurali dell’anno scolastico presso il Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica, alle quali i nostri alunni hanno avuto l’onore, per alcuni anni, di partecipare.
Penso a mille altre attività didattiche che negli anni abbiamo organizzato e realizzato per i nostri alunni, affinché crescessero con consapevolezza e sano spirito critico.
Come non ripensare infine ai quasi venti anni di viaggi ad Auschwitz nella Giornata della Memoria, nel corso dei quali più di centocinquanta nostri alunni sono oggi ambasciatori di pace nella società, per essere stati testimoni di quale dolore un uomo possa procurare a un suo simile.
Questi giovani rappresentano un monito per le generazioni future, quelle che noi accogliamo sin dalla scuola dell’infanzia e accompagniamo fino alle soglie dell’adolescenza, insegnando loro che nella vita è fondamentale l’etica dell’impegno e la generosa apertura verso gli altri.
Mi auguro che questi semi piantati con pazienza e dedizione nel corso degli anni porteranno frutti di responsabilità civile per i nostri futuri cittadini di San Felice Circeo che andranno per il mondo.
Gli ultimi due anni sono stati per molti di noi un durissimo banco di prova e non è stato sempre facile tenere la barra dritta in un momento in cui era facile andare alla deriva.
Non dimenticherò mai il momento del lockdown, quel 4 marzo 2020 e il mio senso di impotenza davanti a una situazione nuova e drammatica per il mondo intero, avendo l’ardua responsabilità di sorreggere la comunità scolastica nelle tante e drammatiche avversità quando, a tratti, ne ero io stessa sopraffatta.
Ma piano piano siamo riusciti a riemergere dal buio e i docenti hanno dato prova di grande professionalità, trovando modi alternativi per comunicare con gli alunni e le loro famiglie e per infondere loro, pur solo a distanza, momenti di serenità.
Non ne siamo ancora fuori, ma sono sempre convinta che insieme tutto sia più semplice e meno doloroso e mi auguro che presto torneremo “a riveder le stelle”…
E’ dovuto il mio ringraziamento a tutti:
  • i Sindaci con i quali dal 2006 ho collaborato durante il mio incarico, Vincenzo Cerasoli, Gianni Petrucci, e Giuseppe Schiboni. E’ grazie anche a loro se i ragazzi hanno potuto fare le validissime esperienze che ho appena ripercorso;
  • la Pro Loco;
  • la Lega Navale Italiana, la Marina Militare Italiana di Sabaudia, il Gruppo sportivo Fiamme gialle della Guardia di Finanza e il Lions Club “Sabaudia - San Felice Circeo” per la ventennale collaborazione che hanno assicurato alla scuola;
  • tutte le associazioni del territorio;
  • la dott.ssa Francesca Capomaccio per la presenza, per i progetti didattici e le opportunità di crescita fornite alla scuola;
  • i componenti del consiglio di istituto, i genitori rappresentanti di classe e le famiglie degli alunni;
  • i docenti e gli alunni;
  • il personale di segreteria e il personale tutto della scuola.
Auguro a questo paese un’unica grande scuola. Ho solo il rammarico di non essere riuscita ad assistere alla posa della prima pietra del bellissimo progetto del nuovo Campus scuola, a cui, in parte, anche noi abbiamo collaborato indicando le strutture indispensabili per una scuola moderna e funzionale al suo scopo educativo e sociale.
In qualunque luogo dovesse sorgere, lì gli alunni si sentiranno amati, e l’ameranno.
San Felice Circeo rimarrà sempre nel mio cuore e porterò nel cuore ognuno di Voi. Un saluto affettuoso per ogni alunno/a della mia scuola! 
Questo ciclo della mia vita si chiude, ma i colori dell’autunno sono i più belli e i più caldi e in autunno le piante regalano la loro ultima fioritura, tutta da cogliere!

Buona vita a tutti! Buona vita a me!

La preside
Loredana Mosillo